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  STUFE E CAMINETTI A LEGNA.

 

 STUFE A LEGNA, CAMINI, CAMINETTI E FOCOLARI A LEGNA: 

 

LA COMBUSTIONE:

 

SINTESI:

LA COMBUSTIONE DEL LEGNO come una bombola di gas
  terminata la combustione del gas brucia anche il contenitore, sotto forma di brace
  scarsi residui in cenere (utilizzabile come concime o per detersivi)
  post combustione
  pirometro
   

 

DETTAGLIO:

 

La combustione del legno si sviluppa in presenza di condizioni che la inneschino e favoriscano:

    1) occorre fornire una sufficiente quantità di calore per innescarla... un accendino o fiammifero che accende un foglio di giornale, il quale accenderà delle cortecce - scaglie e rametti piccoli, che accenderanno rami più grossi e infine si aggiungeranno ceppi più grandi... un accendino non fornisce sufficiente calore per accendere direttamente un ceppo.

    2) occorre che vi sia presenza di ossigeno.  Per rinnovare la sua presenza nelle stufe, si apre completamente l'aria primaria ed il tiraggio... se non basterà si potrà tenere socchiusa la portina di carico legna o di scarico cenere.  Il buon tiraggio della canna fumaria, aumenta l'afflusso di aria (e quindi di ossigeno) nella camera di combustione.

Il riscaldamento del legno oltre una certa soglia (150°C), innesca lo sprigionarsi dalle fibre del legno, di gas combustibili... è come aprire la valvola di una bombola di gas contenente tra l'altro: idrogeno, metano, ossido di carbonio... i quali si incendiano a 225°C sviluppando temperature fino a oltre 750°C.

La prima fase della combustione di un pezzo di legno, è difficoltosa, perchè parte del calore va perso nell'evaporazione dell'umidità residua, ancora contenuta nel legno... di qui deriva l'importanza di bruciare legna ben secca!

Finito di emettere i gas, rimane un pezzo di carbone di legno, costituito appunto di carbonio, anch'esso brucia ma senza fiamma, produce una temperatura di 400°C, diventa incandescente e luminoso: è la brace!

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GRAFICO: temperatura in gradi centigradi, delle varie fasi della combustione.

 

Il nostro pezzo di legname che brucia, per l'85% della sua massa sviluppa i gas, la brace rappresenta solamente il 14% mentre il restante 1% sarà il residuo della cenere (utilizzabile come concime o per fabbricare detersivi biologici)... i gas produrranno il 67% del calore, mentre le braci che durano più a lungo, da sole riusciranno ancora a donarci il 33% del calore.

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    percentuale di massa di gas/carbonio/ceneri di un pezzo di legno                 percentuale di sviluppo di calore dei gas e delle braci     

 

Essendo la brace a circa 400°C e necessitando di 225°C per innescare la combustione dei gas (emessi già a 150°C) si comprende come buttando delle scaglie di legname o cortecce o rametti sulle braci roventi, il fuoco si inneschi con facilità: è più facile ravvivare il fuoco che accenderne uno da capo.  Attenzione però,  non si potrà mai pretendere di incendiare un grosso ceppo con poche braci, anzichè portare il ceppo a 225°C, saranno le braci che cedendo il loro calore, rischieranno di spegnersi.

 

Sezione sul Legname da ardere, per approfondimenti.

 

 

LA POST COMBUSTIONE:

Negli anni, grazie a studi tecnici ed esperimenti, si è compreso che i fumi residui scaturiti dalla combustione della legna, possono essere ricombusti, generando ancora una buona quantità di calore. In più, dalla loro post combustione si ottengono fumi molto meno inquinanti e si ottiene un forte abbattimento della quantità di monossido di carbonio emessa. Per essere ricombusti, i fumi devono essere molto caldi, devono superare i 600°C e devono ricevere una sufficiente quantità di aria calda ben ossigenata. Esiste un noto marchio produttore di stufe e focolari in ghisa, che ha scelto di inserire nella camera di post combustione un catalizzatore in grado di diminuire la temperatura necessaria a soli 300°C. Questo interessante sistema, garantisce migliori rendimenti e minor inquinamento anche ad andature minime, quando risulterebbe improbabile raggiungere i 600°C. Questa stufa è anche dotata di pirometro, per controllare l'andamento della combustione.

 

 

IL PIROMETRO:

E' uno strumento di misura (termometro) della temperatura della combustione. Esso può essere utile a regolare la corretta combustione e tenere d'occhio le temperature dei fumi. Si potrà applicare lo strumento in una zona esterna del focolare esposta alla fiamma e ci darà indicazioni delle temperature di combustione.

Se verrà invece applicata alla canale da fumo (metallica) in uscita dalla stufa, leggeremo la temperatura dei fumi che: se sarà inferiore a 200°C potrebbe ridurre il tiraggio e se supererà di molto i 300°C tenderà a ridurre il rendimento per eccesso di dispersioni di calore nei fumi.

 

      www.stufefocolari.com

 

 

www.stufefocolari.com


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